48) Stirner. L'unico.
Io, questo unico, sono l'uomo e Io ho fondato la mia causa su
nulla sono i due elementi fondamentali su cui poggia l'intera
costruzione filosofica di Stirner.
    M. Stirner, L'unico e la sua propriet (vedi manuale pagine 23-
24).

 Ma che il singolo sia per s una storia universale e che possegga
la rimanente storia universale come sua propriet  cosa che
oltrepassa il momento cristiano. Per il cristiano la storia
universale  qualcosa di pi elevato, in quanto storia di Cristo o
dell'uomo; per l'egoista solo la propria storia ha valore,
perch egli vuole sviluppare solo se stesso, non l'idea
dell'umanit, non il piano di Dio, non le intenzioni della
provvidenza, non la libert o simili. Egli non si considera uno
strumento dell'idea o un ricettacolo di Dio, non riconosce alcuna
missione, non s'immagina di essere in questo mondo per
contribuire, col suo obolo doveroso, al progresso dell'umanit, ma
vive la sua vita fino in fondo, senza preoccuparsi se nel suo
comportamento l'umanit trovi o no il suo tornaconto. Se non si
desse adito a fraintendimenti, quasi che si dovesse esaltare uno
stato di natura, si potrebbero ricordare i Drei Zigeuner [I tre
zingari] di Lenau. E che, sono forse al mondo per realizzare delle
idee? Magari per fare la mia parte, come cittadino, per realizzare
l'idea Stato o per dar corpo, tramite il matrimonio, come marito
e come padre, all'idea della famiglia? Che cosa me ne importa di
una missione del genere! Il mio vivere  tanto poco una missione
quanto lo  la crescita e il profumo del fiore.
L'ideale l'uomo  realizzato non appena la concezione cristiana
si ribalta in questa tesi: Io, questo unico, sono l'uomo. Il
problema concettuale: Che cos' l'uomo? si  cos trasformato
nel problema personale: Chi  l'uomo?. Col che cosa si cercava
il concetto per realizzarlo; col chi non c' assolutamente pi
problema, bens la risposta  gi presente di persona in colui che
pone il problema: il problema si risponde da s.
Si dice di Dio: Nessun nome pu nominarti. Ci vale per me:
nessun concetto mi esprime, niente di quanto viene indicato come
mia essenza mi esaurisce: sono solo nomi. Di Dio si dice pure che
 perfetto e che non ha il compito di aspirare alla perfezione.
Anche questo vale solo se detto di me stesso.
Proprietario del mio potere sono io stesso, e lo sono nel momento
in cui so di essere unico. Nell' unico il proprietario stesso
rientra nel suo nulla creatore, dal quale  nato. Ogni essere
superiore a me stesso, sia Dio o l'uomo, indebolisce il sentimento
della mia unicit e impallidisce appena risplende il sole di
questa mia consapevolezza. Se io fondo la mia causa su di me,
l'unico, essa poggia sull'effimero, mortale creatore di s che se
stesso consuma, e io posso dire:
Io ho fondato la mia causa su nulla.
M. Stirner, L'unico e la sua propriet, Adelphi, Milano, 1979,
pagine 380-381.
